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CULTURA
10 maggio 2013
Viaggio in Sicilia, tr. dal fr. del dot. G. Sclafani Di Johann Hermann Riedesel (freiherr von.)

Viaggio in Sicilia, tr. dal fr. del dot. G. Sclafani

 Di Johann Hermann Riedesel (freiherr von.)


Io paitii da Malta li 23 Aprile in una speronara di questa medesima is»la , ed andammo a guadagnare , così come l' avevamo faito al venire , la punta la più avanzata , ed il luogo ove il canale che dovevamo traversare, è il più corto. Questa punta La un piccolo porto, ed è ornata di una bella casa di campagna appartenente ad un commendatore ; questa parte chiamasi S. Giuliano . ISe partii alle ore undici della notte con un vento d' ovest freschissimo . Otto miglia circa lontani da Malta il mio piloto cambiò di bordo alla viita di un bastimento che paretegli sospetto , ma avendogli fatto riprender coraggio a forza di esortazioni vidimo ch'era una tartan» siciliana. Fmalmente abbordammo li a4 , a quattr' ore della sera , in Sicilia a Capo-passaro ( promontorium pachinum) , l' una delle tre parti dell' isola ; ma .nel fatto esso , cosi come l' ho osservato in quello di Lilibeo , non è che una lingua di terra che si estende nel mare, ed è assolutamente a livello col terreno vicino . Un vento del nord violentissimo mi obbligò di Irattenfrmi per mezzo giorno a Mazzamemi , ove si fa la pesca del tonno la più abbondante di tutu

la Sicilia . Qui più che altrove io Iio veduto iia le maechie dell'orzo e dell'avena salvagge, che si' producono naturalmente come l'erba . Molli naturalisti lian dubitato chi questa .semenza esistesse efTettivamifnte in tale stato salvaggio , il die frattaito è un faito di Tui io ne ho provo visibili ; al presente resta a sapere , se in Sicilia si è fatta la prima scoverta di questi grani, cosi come della maniera di fertilizzarne la- terra , e poi M è estesa di vicinanza in vicinanza ; e se una tale proprieta di questo territorio, e tale invenzione della maniera di metterla a profitto abbia dato luogo ai';i favola di Cerere e Tritolemo; oppure se tale grano salvaggio che ho veduto , proviene da' grani seminati e coltivati nel principio . ma poi degenerati : queste sono tante questioni cu' io non pretendo decidere .

Da Mazzamemi m'moltrai ad otto miglia di distanza nelle tene per vedere di passaggio Avola , piccola città singolarmente fabbricata e le di cui piantagioni e raffinamenti di zucchero meritano di essere veduti . Essa è fabbricata sopi a. un' altezza molto elevata , ma graziosissima , le sue strade hanno la medesima regolarita in piecole come quelle di Torino in grande . Pria dia gli Olandesi avessero iitro-. ato il segreto di fara lo zuchero con sì poca spesa per mezzo de' loro schiavi neri, coltivavansi in questo paese , a Mililii . ed in altri luoghi di questa costa molte canne da zucchero , con cui se ns potea provvedere tutta l'isola : ma sebbene siasi stabilita un' imposizione di uu oncia , o trenta carlini napoliia->

ni , per cai)Uro (li zuechero estraneo mtrodotte in Sicilia , gli Olandesi restano ancora in is'.ato di vendere i loro zuccheri di America a miglior conto de' piantatori del paese,'ai quali l'operazione considerevolissima e penosissima della preparazione dello zucchero costa assai più cara mentre agli Olandesi non costa niente .

La canna da zucchero cresce come tutte le altre canne , solamente resta più bassa; la si taglia in settembre', la si schiaccia in un molino , ed il sugo spremuto quindi si cuoce a diverse riprese ia differenti caldaje ed a differenti gradi di calore; esso a misura che prova questi differenti processi , si raffma , e finalmente lo si cola in delle forme ove s' indura . Lo zucchero di Sicilia ha più dolcezza di ogni altro zucchero , ma non è suscettìbile di ricevere il medesimo grado di bianchezza . lo fortemente dubito che gli antichi avessero conosciuto l' uso dello zucchero , dappoichè per quanto io sappia , non se ne trova alcuna traccia in vei un autere ; frattanto il nome di canne e boisie che denota la vera canna da iuccheio , dai Siciliani detta cannamela, sembra annunciare un'origine greea .

fonte:http://books.google.it/books?pg=PA57&dq=pachinum&id=-FsUAAAAQAAJ&hl=it#v=onepage&q=pachinum&f=false

3 aprile 2013
hahahahahah










    • A Alessandro Prili piace questo elemento.
    • Fabio Pisana o pigghiulu bobbi
    • Michele Giannone Con riferimento alle notizie apparse sulla stampa in merito alla contestazione mosse dalla Agenzia delle Entrate a Banca Mediolanum S.p.A. e Mediolanum Vita S.p.A. per 344 milioni di euro, si precisa che si tratta di avvisi di accertamento emessi dall’Amministrazione finanziaria a seguito di verifiche fiscali effettuate nel corso del 2010/2011, con le quali sono state ritenute non corrette l’ammontare delle commissioni retrocesse negli anni 2005 2006 e 2007 da Mediolanum Investment Fund Ltd (MIF) alle società italiane del gruppo.

      L'analisi del Fisco è "illegittima" ed "errata" e si afferma la correttezza del comportamento tenuto da Mediolanum, fondato su specifiche e approfondite relazioni peritali redatte da autorevoli esperti indipendenti.

      Tuttavia, in ragione della complessità della materia e trattandosi di questione prettamente valutativa riguardante la ripartizione dell’imponibile tra società residenti in Stati Membri diversi dell’Unione Europea, l’Italia e l’Irlanda, Mediolanum, nella piena convinzione delle proprie ragioni, ha comunque deciso di rimettere la questione alle autorità competenti dei due Stati, attivando una specifica procedura arbitrale internazionale, lasciando quindi alle competenti autorità fiscali italiane e irlandesi la decisione su quale è la quota di reddito che spetta ai due Paesi.

      Si precisa infine che la controversia è puntualmente descritta nella nota integrativa al bilancio consolidato al 31 dicembre 2012 di Mediolanum S.p.A, al quale si rimanda per maggiori approfondimenti.
    • Fabio Pisana fuori e subito
    • Michele Giannone Primo non sono d'accordo. Secondo: che c'entra?
    • Michele Giannone Le assicuro che io non ho capito
  • d'accordissimo. ma l'attuale amministrazione comunale non ha le palle per accettare un qualsiasi confronto, figuriamoci un referendum popolare!
    Stiamo coinvolgendo i consiglieri di opposizione per chiedere al Presidente del Consiglio comunale la convocazione di un consiglio aperto alla cittadinanza, possibilmente da tenersi in Piazza Vittorio Emanuele, e discutere sul tema della privatizzazione del cimitero. Mi rifiuto di delegare alla giunta e al consiglio soltanto una scelta così importante per i cittadini: occorre coinvolgere la cittadinanza, anche con un referendum popolare, e far decidere loro se questo progetto ha da farsi oppure se si debba procedere, come io ritengo, con le procedure ordinarie per l'ampliamento del cimitero.

    • A 2 persone piace questo elemento.
    • Peppe Poidomani Io i confronti li faccio sempre e le palle forse non le hai tu e posso anche venire in piazza, non funziona certo con questi modi intimidatori e grotteschi i consigli si fanno nei luoghi adatti a discutere per risolvere i problemi se ce ne fossero o accettare miglioramenti con dibattito affrontato in maniera pacata con toni ragionevoli e sulla tematica, senza demagogie e strumentalizzazione , quello che volete voi e solo caciara e muro contro muro sterile a far passare il tempo per i vostri fini politici. Io non ho assolutamente paura del dialogo costruttivo e non mi spavento neppure se la volete mettere in caciara vedremo chi porta più gente in piazza.. Lo so che ora mi risponderete col ritornello il sindaco alcuni assessori non vogliono dialogare etc etc non me ne fotte una mazza state parlando con me e le cose si potevano discutere in altri termini ma vedo che preferite toni isterici
    • Claudio Frasi credo sig. Poidomani che nella frase " vedremo chi porta più gente" si nasconda un tipico complesso recondito della pubertà, non certo la dimostrazione di buona politica, incentrata sul dialogo e sul confronto di opinioni. Ai pachinesi non interessano dimostrazioni di forza, a noi interessa non fare la fine dei prigionieri di certe tribù Tuareg.
    • Giuseppe Andrea Campo Ho visto tanti dialoghi costruttivi, tipo quello relativo all'istallazione dei pannelli fotovoltaici sui lastrici solari di proprietà dell'ente, o quello relativo alla discarica di contrada camporeale, oppure quello relativo alla rendicontazione di tutte le somme che l'ente ha erogato a favore di privati e associazioni varie per manifestazioni pubbliche di qualsivoglia genere, tutte svolte all'interno dell'aula consiliare dove è prevalso sempre l'arrogante silenzio o assenza della maggioranza confortata solo dall'aritmetica. Questo è dialogo costruttivo. Abbiate rispetto delle persone e della loro intelligenza!
    • Turi Borgh altro che palle, non esistono nemmeno le palline!
    • Turi Borgh di questa amministrazione non si ricorderà nulla di positivo, solo le inchieste, le indagini continue, gli stipendi negati e forse anche il fallimento. forse le palle sono quelle sparate per dichiarare progressi fantasiosi e inesistenti.
    • Burgaretta Sebastiano eìa lavorare vi na ta ghiri...........................
    • Turi Borgh ma a chi ti riferisci?
    • Burgaretta Sebastiano a tutta la vacchia politica .tuti a casaaaaa
    • Burgaretta Sebastiano poi parlando di amminisrazioni quale quella che ha fatto bene?
    • Burgaretta Sebastiano binirittu u sindaco preziosi...........modestino
    • Benedetto Cannata e tu che ne sau di quello che faceva preziosi informati bene
    • Burgaretta Sebastiano non dicevo binirittu come persona.....ma binirittu come spirito santo.................
    • Nuccio Drago Spero di incontrarVI in piazza per l'occasione!
    • Turi Borgh quale occasione? quella contro l'amministrazione?
    • Turi Borgh non penso ci dovresti essere! in fin dei conti questa è l'amministrazione del tuo amico Campisi, l'hai votata (questa e quella), sono una il proseguimento dell'altra.
    • Giuseppe Cambareri ERRO e Continuo a sbagliare... ma non dovevi andare TU a Roma per sottoporre il tuo progetto di fotovoltaico al Ministro ... (dillo tu chi era, ... io lo so ..., ma mi piacerfebbe che lo dicessi tu...) poi sotto processo e condannato allorchè Prodi cadde? Non eri TU l'ASSESSORE del vituperato CAMPISI.....??????????????????????
    • Turi Borgh Mai rinnegato ciò che ho fatto!
    • Turi Borgh Io ho fatto l'assessore nella giunta Campisi dal 20-21 dicembre 2006 ai primi di aprile 2007, quando mi dimisi insieme ad altri 5 assessori. Il mio era un assessorato senza sostanza, perchè mi erano state assegnate deleghe prive di budget significativi (politiche giovanili, pari opportunità, arredo urbano, verde pubblico, ambiente e territorio). In ogni caso avevo accettato quelle deleghe e ho cercato di tirarne fuori il meglio che potevo, limitatamente alle mie scarse capacità. Cominciammo a costruire lo sportello Europa, i regolamenti delle consulte, a cominciare da quella giovanile, contribuì a cominciare un dialogo con il comune di Noto e si abbozzò una convenzione per la gestione del territorio della zona Spinazza (cosa che, in parte, fu poi completata, anche se un anno dopo). queste poche cose non poterono essere realizzate perchè il caro Campisi decise di fare il ribaltone e da centrosinistra, benchè nebuloso, si trasformò nel peggior centrodestra pachinese che tuttora governa Pachino. io non ho problemi ad ammettere che ho fatto parte di una giunta con Peppe Campisi, ma poi fù lui a tradire l'elettorato pachinese. Noi tentammo di fare un'alleanza a secondo turno e la famelica rinascita lo impedì, per non scomparire dal consiglio comunale. non sfidarmi sul terreno dei fatti accaduti, perchè tali fatti hanno avuto e hanno una storia e una motivazione, difficilmente contestabile.
    • Turi Borgh il Ministro a cui ti riferisci era Pier Luigi Bersani, il miglior ministro dello sviluppo economico avuto fino adesso. Il progetto che proposi, come comune di Pachino, fu realizzato grazie alla collaborazione di alcuni validi progettisti pachinesi che, gratuitamente, mi regalarono uno schema di massima che era già finito sul tavolo tecnico di Bersani. Se consideriamo le cifre del conto energia dell'epoca, la quasi certezza che avremmo avuto una bella mano d'aiuto dal ministero, la quantità dei tetti comunali coperti (circa 15 impianti), gli anni passati (ad oggi sono già ben 6 anni) posso tranquillamente affermare che adesso il comune di Pachino non spenderebbe più un centesimo di corrente elettrica e godrebbe di una rendita, molto ma molto cospicua con la quale migliorare tutta una serie di servizi per la città e i cittadini. Se volessi fare retorica potrei benissimo affermare che adesso il comune sarebbe ricco e non avrebbe i noti problemi di bilancio.
    • Turi Borgh Purtroppo la cronaca politica ci dice che quell'esperienza fallì, e non per colpa dei DS, e tutte le idee e i progetti iniziati furono bellamente gettati nell'immondezzaio. Anzi, Campisi cercò più volte di cancellare il progetto del fotovoltaico dal piano triennale e comunque non investì mai su una cosa del genere. Ci ha pensato il suo successore a svendere i tetti comunali per una royalty misera e vergognosa.
    • Turi Borgh Non mi pare che il ministro a cui ho fatto riferimento io fu messo sotto processo e causa della caduta di Prodi! Se non sbaglio il ministro inquisito (o meglio, la moglie) era Mastella e fu proprio lui a determinare crisi ed elezioni anticipate.
    • Giuseppe Cambareri La BUGIA è il tuo stile perchè sai benissimo che le dimisssione le avete date 6 assessori per seguire il più bugiardo fra VOI ossia "BOTTIGLIONE DI MERDA"... CAMPISI vi sta ancora aspettando dopo l'incontro con i consiglieri comunali la sera prima delle VOSTRE dimissioni perchè avevate scritto un DIKTAT di ricatto al Sindaco... tutto il resto che dici è acqua fresca...!!!
    • Turi Borgh accorto con le parole. ti ho già detto che non ho problemi ad ammettere le cose che ho fatto, comprese quelle sbagliate. ma in questo caso, sei completamente fuori registro. le dimissioni furono un atto drammatico per il comune e non si riuscì, in alcun modo, a intavolare un dibattito e un dialogo costruttivo con il sindaco campisi. erano note le difficoltà prima delle dimissioni, figuriamoci dopo. non cercare di difendere l'indifendibile.
    • Giuseppe Cambareri Proprio con "BOTTIGLIONE" ti scontrasti per un progetto simile... TI SCONTRASTI, poi l'incontro lo avevi col Ministro dell'Ambiente, ossia con Alfonso Pecoraro Scanio. Per quanto riguarda alle parole ricordati che HO subito 9 mesi di intercettazioni telefoniche che hanno dato un solo risultato.... tutti gli inquisiti e con richiesta di rinvio a giudizio del VOSTRO COMPARE Procuratore della Res-Publica e di BOTTIGLIONE e relativa pubblicazione nel giorno stesso della sfiducia al SINDACO CAMPISI furono pubblicate in violazione del segreto istruttorio... e sai come finì la richiesta del BLUFF di scioglimento del Consiglio Comunale da parte VOSTRA, del Prof. Petralito, della EX Consigliere Provinciale Sig.ra IGNACCOLO .... in un BUCO NELL'ACQUA!!!!!!!!! TUTTI FURONO PROSCIOLTI IN ISTRUTTORIA CON LA RICHIESTA DISTRUZIONE DELLE INTERCETTAZIONE DA PARTE DELLA PROCURA PER LE GRAVI OFFESE CONTRO DI ESSA... CARO TURI BORGH, RISPETTO IL TUO IMPEGNO POLIITICO MA.... TUTTO CIO' E' SCRITTO NELLA STORIA DI PACHINO E NON FINIRO' MAI A CANTARVI LE LODI DELLE VOSTRE MALEFATTE!!!!!!!!!!!!!!!!
    • Turi Borgh è vero, con blandizzi ci scontrammo sul progetto, ma siccome l'ho presentato io, lo mandai a Bersani e sicuramente no a Pecoraro Scanio. Bersani era del mio partito e mi attivai tramite le direzione regionale per arrivare a lui. Avevo già quasi prenotato il viaggio aereo per discutere proprio con Bersani del progetto, ma la sera prima si verificò una delle crisi politiche che sfociarono, l'anno dopo, alla fine del governo Prodi. ma era Bersani e non Scanio.
    • Giuseppe Cambareri Poi parli così male di RINASCITA, MA LA SFIDUCIA non l'avete programmata e messa in atto insieme? Parli di prima delle elezioni, ma perchè non metti sul tavolo le cose che facesti con loro???????? dopo che Campisi vinse senza il PD????????????
    • Turi Borgh sulla fine della sindacatura Campisi non ho nulla da obiettare relativamente alla questione penale. per me non era una questione di reati da sanzionare ma di questioni di gestione politica e amministrativa.
    • Turi Borgh io le elezioni del 2006 le ho perse.
    • Giuseppe Cambareri e divenisti Assessore...
    • Giuseppe Cambareri l'inciucio fu con VOI??? perchè parli senza riflettere che l'inciucio l'avete fatto VOI del PD con RINASCITA, così come l'avete fatto alla Regione con LOMBARDO???????????????? Ma di cosa parli!!!!
    • Turi Borgh con rinascita ci fu un tentativo, già a gennaio 2006, di mettere su un dialogo. interrotto a febbraio dello stesso anno. dopo le elezioni, diverse condizioni ci convinsero a cercare di ricostruire un dialogo che, nei fatti non riuscì del tutto.
    • Turi Borgh non fu un inciucio perchè avvenne tutto alla luce del sole
    • Turi Borgh dichiarammo in vari momenti e gradi i passaggi che ci portarono, dopo 6 mesi dalle elezioni, l'ingresso in giunta. il fatto che sia stato io l'assessore è secondario. la scelta fu del partito.
    • Turi Borgh se poi vuoi fare confusione e mettere insieme fatti diversi, possiamo concludere questa discussione.
    • Giuseppe Cambareri allora è d'obbligo fare una precisa definizione di INCUCIO! Per me è l'accordo di una parte politica con un'altra in contrasto con il voto espresso nell'urna dai cittidini e, nella Regione Siciliana, ciò avvenne!
    • Turi Borgh con il senno di poi, fu un errore entrare in giunta, ma le condizioni dell'epoca ci portarono a quella scelta, senza nessun pentimento.
    • Giuseppe Cambareri Purtroppo, invece, l'ingresso del PD in Giunta con l'Assessorato e con la Vice-Presidenza del C.C., nel progetto di Peppe Campisi c'era che voleva stemperare il peso enorme dell'allora Rinascita (4 consiglieri) con un contrappeso di 1 Cons. del PD, invece VOI altri, senza capire di politica, vi alleaste con chi ha dissanguato la politica pachinese per 20 anni...(Rinascita, Bottiglione e chi aveva un GRANDISSIMO conflitto d'interesse nelle sue visceri)...!!!
    • Turi Borgh hai proprio ragione, in quell'occasione non capimmo nulla di politica!!!
    • Giuseppe Cambareri Concordo perfettissimamente con TE e con CHI dette il BEN SERVITO AI CITTADINI permettendo di non approvare il Project Financing della discarica, così permettendo l'aumento della tassa sulla spazzatura, il non completamento dell'allargamento del 2° comparto della discarica e portando SINO AD OGGI la spazzatura ad AUGUSTA..., con tutto il resto perchè a ROTTA prometteste di fare il SINDACO con l'appoggio di RINASCITA..., ossia PROGETTO PACHINO, ossia FLOP totale del PD di ROTTA e compagni e povertà assoluta dei pachinesi per colpa VOSTRA e cioè il Direttore della Banda Musicale "BOTTIGLIONE" col suo seguito, ossia ROTTA, FRONTERRE', BRUNO, PETRALITO, BLUNDO, IACONO, VIOLA, BAGLIVO ... E tanti altri). Vostra è la colpa e Voi dovete genuflettervi per il prosieguo della poilitica scassata e scassante del bilancio comunale e dei debiti che ci sovrastano tutti fin sopra la testa...!!! Vi dovreste suicidare (termine metaforico) per il male che avete prodotto a tutti i pachinesi, invece avete la faccia di c... e continuate a fare politica pretendendo di essere vergini e puri come l'acqua che fuoriesce dalla cloaca del depuratore di Pachino... Ci vuole tanto coraggio per fare quello che avete continutato a proporre Voi...!!! Quando si è coscienti di aver sbagliato strada, si torna indietro e si estromette sempre e comunque il dialogo con quelli di RINASCITA e con quelli come loro ossia BOTTIGLIONE di merda che facendo il delatore di falsità col suo compare della Procura costruirono un castello di fumo e di calunnie per raggiungere lo scopo di sfiduciare un Sindaco che non gli permise di mangiare come poi hanno dimostrato in questa amministrazione. Io dico a tutti quelli che mi vorranno leggere che votai Iachino la Corte in 1° battuta e Bonaiuto al ballottaggio perchè non si poteva votare "ILCOMPROMESSO STORICO FRA ROTTA-BRUNO-FRONTERRE'-BORGH-BARONE ECC. IO INSIEME AD ALTRI 5.000 PACHINESI ABBIAMO la colpa di aver votato COSI? EBBENE APPENA SARA' POSSIBILE VOTEREMO IN MODO DIVERSO, ... MA LA COLPA DI TALE SCELTA E' PERCHE' LA VOSTRA PROPOSTA ERA INACCETTABILE...!!!



permalink | inviato da Pachinos il 3/4/2013 alle 11:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
24 aprile 2009
Mi rendo conto che nei miei aricoli ci sono molti refusi...vanno corretti...
Rosario Spinello ha scritto:25-04-2008 01:35:11
Rosario Spinellola mia foto, anno 91 Il castello dei Bruno di Belmonte

La storia del castello, oggi di proprietà Tafuri, voluto dalla famiglia Bruno di Belmonte inizia nel 1936.
Quando viene incaricato per la progettazione un architetto di Firenze...La costruzione viene eseguita da maestanze locali..
Lo stile archiettonico è inequivocabile del liberty siciliano di derivazione palermitana e ispicese...

Dove spicca la costruzione del palazzo dei Bruno di Belmonte oggi sede del comune e Ispica, per mano del massimo esponente del Liberty siciliano e di altre costruzioni in stile sparse per le provincie di Siracusa e Ragusa...
Tanto che costruzioni dello stesso periodo si situano fino alle porte di Modica con la residenza di Luigi Bruno di Belmonte...
Il castello non venne mai abitato dalla famigia Bruno di Belmonte poichè era una residenza estiva progettata molto probabilmente per lo svago della famigia dei Bruno...-

Ma forse potrebbe anche esserci l'idea che la struttura venne costruita per avviare una attività turistica e commerciale..

I Bruno di Belmonte erano quattro i figli del capostipite Pietro i cugini in perenne scommessa e competizione e gara tra di loro.... nel periodo estivo si ritrovavano alla casa della tonnara...come riporta Luigi in un suo romanzo...Fundroye....

Il castello nasce dunque dalle fortune milionarie che Pietro Bruno di Belmonte seppe cogliere attivando una Tonnara...
Si può parlare di una proprie e vera epoca di massimo splendore alle attività della tonnara che sono bene documentate....nella storia...

Con il progressivo andamento della economia locale e con la rottura della mezzadria e la vendita delle proprietà terriere e il progressivo calo fino all'esaurimento della attività della tonnara la famiglia Belmonte comincia a vendere le sue proprietà...terriere ed edilizie

Intorno alla metà degli anni sessanta la famiglia Bruno di Belmonte, con esclusivo mandato a mediare e tutte le sue vendite un sensale di nome Andrea Russo: vende al Farmacista Gaetano Tafuri di pachino il castello...

La struttura che era nel frattempo sta arredata di tutto punto..con stanze funzionali e abitabili venne per un certo periodo usata dal Farmacista come sua residenza estiva...

Per la cronaca il castello ospitò l'equipe dell'architetto Ricci nel 1966 per la stesura del primo Piano Regolatore della storia di Pachino..

Successivamente il castello venne dato in concessione come locale per serate da ballo
Come sala da ballo e per l'organizzazione di serate danzanti fino agli inizi dalla metà degli anni novantanta quando la struttura venne gestita come Hotel a quattro stelle ed inserito in un circuito di un certo livello come club e per diversi anni a funzionato abbastanza bene...
Il tutto per opera di un impresario siracusano...

In questo luogo c'è molta memoria di indimenticabili serate da ballo passate da moltissimi pachinesi e portopalesi..Storie consumante,matrimoni realizzati, serate danzanti, capodanni, feste di carnevale e qualt'altro...Un luogo che è nella storia e nella memoria di tutti i cittadini di una certa età...

Oggi assistere a questo degrado è veramente insopportabile...
Si parla tanto di beni culturali e la pubblica opinione e la politica faccia sua una proposta per fare in modo che il castello Tafuri venga aquistito alla collettività attraverso l'intervento motivato e un progretto di riattivazione...

Se il castello Tafuri è un bene culturale e ambientale i comuni possono attivare la procedura della legge 80 per fare richiesta alla regione per il finanziamento...

Sarebbe opportuno che, insomma, la vicenda del castello Tafuri: da punto di degrado e pericolo per il ragazzi, come detto nell'articolo da Padre Palacino, che, giustamente lancia l'allarme per fare in modo di porre l'attenzione su questo luogo...ritornasse ad essere luogo principe del turismo...locale...

Una sala convegni, un albergo. un ristorante, c'è molta materia per potere utilizzare i ragazzi che si diplomano nella scuola di viale Toronto per riattavare una struttura che è una perla della nostro territorio...

Il castello, diciamocelo, è una architettura molto importante a livello simbolico locale e lo sfruttamento dell'immagine di questa struttura potrebbe essere utilizzata come volano per dare lustro e richezza a questo territorio...

Concedo, bonariamente, ai politici locali la possibilità di fare propria la mia proposta per rendere realizzabile l' idea...
Per fare in modo, attraverso i finanziamenti che verranno dalla Ue fino al 2013, di fare qualcosa di serio per il recupero di questa struttura...alla collettività....

L'iniziativa potrebbe essere supportata congiuntamente dai due comuni di Pachino e di Portopalo..ma meglio se inserita in una riproposizione di un progetto in stile ecomuseo del mediterraneo....
Il tutto in una ottica di sensibile partecipazione alla vita politica e sociale di questo territorio...

saluti alberghieri, Spiros



permalink | inviato da Pachinos il 24/4/2009 alle 15:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
30 marzo 2009
citta etica Pachino pagine recuperate
Laboratorio per il Cambiamento

          

       

     

     
CITTA’ ETICA RINGRAZIA IL CANDIDATO SINDACO CORRADO RUSCICA
lunedì 5 giugno 2006 2.00
Abbiamo avuto modo di leggere il programma elettorale del candidato sindaco Corrado Ruscica e quello di qualche altro candidato.

Siamo convinti che le parole dovrebbero ricevere un trattamento migliore di quello che comunemente se ne fa in ambito politico, nel senso che dovrebbero sempre essere trasparenti e contenere … verità.

Siccome questo comunemente non avviene e ci troviamo sempre ad assistere allo spettacolo di candidati di ogni tipo che pronunciano belle parole e redigono sensatissimi programmi elettorali, allora ci tocca filtrare le belle parole alla luce della storia personale dei candidati medesimi.

Per fare un esempio, ascoltare un candidato con un passato politico “ondivago” (cioè una volta di qua un’altra di là) scagliarsi contro i trasformisti della politica non fa un bell’effetto.

Alla persona di Corrado Ruscica ed alla sua coerente militanza politica non viene difficile associare le belle parole contenute nel suo programma elettorale e trovare quegli elementi di trasparenza e verità a cui abbiamo accennato.

Ma, avendo Città Etica scelto di non concorrere direttamente in questa campagna elettorale, la presente non vuole essere un appoggio o una aperta indicazione di voto per la candidatura di Corrado Ruscica.

Non possiamo tuttavia non rilevare, che il programma elettorale presentato  conclude la sua esposizione con un richiamo diretto alla necessità di un “Codice Deontologico che definisca regole di comportamento” per sindaco, assessori e consiglieri, esattamente come Città Etica ha chiesto fin dal suo esordio, sintetizzandolo in un apposito documento.

Un ringraziamento a Corrado Ruscica per l’attenzione e la sensibilità.

Convegno “Studiare da Consigliere” e Riflessioni sulle Elezioni Amministrative
lunedì 5 giugno 2006 2.00
Sabato 20 e Domenica  21 maggio si e' tenuto presso i locali del ristorante Kick-Off in Pachino il convegno organizzato da Città Etica intitolato “Studiare da Consigliere”.

L'idea originaria era quella di strutturare un vero e proprio percorso formativo per aspiranti consiglieri comunali, utile per fornire un bagaglio minimo di conoscenze tecniche e normative a tutti coloro interessati a candidarsi oppure semplicemente curiosi dei meccanismi che regolano un assemblea cittadina.

Avevamo valutato di avere un bacino d'utenza potenziale molto elevato, considerando che l'iniziativa ha coinciso con la presentazione delle liste e l'inizio della campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Comunale e per l'elezione del Sindaco.

Tutti sapranno infatti (poiché non è azzardato pensare che la cosa tocchi quasi ogni famiglia) che concorrono la bellezza di 356 candidati ripartiti in ben 19 liste, cifra sicuramente non indifferente.

Confessiamo che abbiamo gongolato pensando di attirare nel nostro convegno anche solo una piccola percentuale di questo esercito di aspiranti consiglieri comunali. Ci siamo quindi attrezzati per pubblicizzare la cosa con gli scarsi mezzi di cui disponiamo (poiché noi ci autofinanziamo) avendo cura in particolare di recapitare il nostro volantino con il programma dell'evento presso ogni segreteria o coordinamento di partito, comitato elettorale, sede di lista civica.

I partecipanti sono stati 1 su 356 pari alla mirabolante percentuale dello 0,28 %.

Ora potrebbe sembrare che Città Etica voglia ironizzare su questo dato, magari per nascondere la delusione di essere stati snobbati (fervono comizi, incontri e cene preparatorie) o forse (non siamo in grado di affermarlo) boicottati dai protagonisti della politica, oppure per nascondere i nostri difetti organizzativi o le nostre carenze in tema di comunicazione (e ci stanno sia gli uni che le altre).

Allora chiariamo subito che non ci interessa ironizzare o polemizzare.

Né siamo interessati a recriminare perché, oltre a quell'unico candidato consigliere, hanno frequentato il convegno una nutrita schiera di associati e simpatizzanti di Città Etica che hanno potuto apprendere una quantità di informazioni utilissime vista anche la grande professionalità e preparazione tecnica dei relatori, informazioni che torneranno sicuramente utili per valutare il lavoro del futuro Consiglio Comunale.

Quindi ricapitolando non vogliamo ironizzare, recriminare, polemizzare.

Non ci resta che riflettere e chiedere a tutti i 355 candidati (uno pare che lo abbia già fatto) nonché ai responsabili e coordinatori di liste e partiti politici ed in generale a tutti i cittadini elettori di fare altrettanto.

Ma riflettere su cosa?

Se ci è consentito vorremmo offrire alcuni spunti di riflessione per ciascuno dei protagonisti sopra citati:

a)    Ai candidati consiglieri comunali diciamo che è logico (oltre che essere un atto dovuto) pensare che molti dei nomi che hanno accettato di partecipare alla competizione elettorale lo abbiano fatto per puro spirito di servizio e con la voglia di mettere la propria competenza a disposizione della collettività, competenza che tra l’altro diamo per scontata visto che nessuno sente il bisogno di avere o ritoccare la propria specifica  formazione. Tant’è che, a leggere i manifesti e volantini elettorali che hanno invaso la città, ricorrono i più disparati slogan ma i termini più gettonati sono sempre: “competenza”, “concretezza”, “cambiamento”, “servizio”, “impegno”, per non dire di coloro che dichiarano di avere come solo interesse Pachino o di avere Pachino nel cuore. Tutto ciò è oltremodo lodevole, ma è difficile scollarci di dosso il ricordo di tanti Consigli Comunali oggettivamente scadenti sotto il profilo delle risorse umane che non hanno certo brillato per competenza, concretezza, cambiamento, ecc. Soprattutto, spiace evidenziarlo, i passati consiglieri comunali non hanno (tranne sporadiche eccezioni) mostrato spirito di indipendenza da una parte e coerenza dall’altra. Quasi sempre, il consigliere comunale vota per ordine di scuderia e lo fa … a prescindere. Non importa di quale provvedimento si stia trattando il Consigliere non fa alcuna valutazione sulla effettiva necessità o dannosità di un determinato atto. Conta la valutazione del partito o del gruppo o della maggioranza o della coalizione e le particolari esigenze di queste formazioni. Soddisfatto questo basilare requisito può anche capitare che l’adozione o la mancata adozione di quel provvedimento sia utile o meno alla cittadinanza ma non è certo la principale preoccupazione. Dall’altra parte vi sono i casi, tutt’altro che sporadici, nei quali consiglieri comunali manifestano un grandissimo spirito di indipendenza che li fa addirittura sentire indipendenti anche dal proprio “corpo elettorale”, cioè, da coloro che li hanno votati, e sono tutti quei casi in cui, insoddisfatti per la scarsa visibilità personale, o il mancato ottenimento di qualcosa per se o per i propri amici o parenti, questi consiglieri comunali allegramente emigrano da una formazione politica ad un’altra e, addirittura, da una coalizione ad un’altra. Questa la riflessione che consegniamo ai candidati consiglieri comunali: siete pronti a mostrare spirito di indipendenza (valutando  un provvedimento in termini di utilità per la collettività e non per il proprio gruppo politico o, peggio, per se stessi) e coerenza (scegliendo di rimettere il mandato piuttosto che cambiare bandiera)?  

b)    La seconda riflessione la affidiamo ai responsabili e coordinatori di partiti e liste civiche che partecipano a queste elezioni. I nostri interventi “politici” (perchè Città Etica si occupa anche di politica) fino ad oggi si sono sempre sostanziati nella richiesta di abbandonare l'idea imperante della politica come ricerca ed esercizio del potere al servizio di pochi (o pochissimi) per favorire un idea di politica come ricerca di dialogo e convergenze finalizzate alla “buona amministrazione” intendendo per tale quella che ricerca il bene della collettività, ovvero di tutti (e quindi, ribadiamo, né dei singoli né di singole categorie). La semplice manifestazione di questa idea ci ha, finora, attirato più antipatie che simpatie e per rendersene conto basta leggere le cronachette pachinesi disseminate qua e là sulla stampa o su internet nonché ascoltare le voci che circolano. Vari detrattori  (con i quali non intendiamo inscenare gli stucchevoli batti e ribatti polemici sui quali si basa quasi tutta l'informazione politica praticata dalle nostre parti) ci accusano di “fare politica non facendola”, o di non “volerci sporcare le mani” e di “guardare con le lenti del pregiudizio”, nonché, infine di presentarci come “intellettuali da strapazzo ... che si sentono pure onesti”. Pare quindi di capire che ormai ci siamo ridotti al punto per cui l'onestà pubblicamente richiesta (oltre che praticata) é da considerare un disvalore e che, se viene richiesta in ambito politico, diventa una mera “rottura di cabasisi” (per dirla alla Camilleri/Montalbano). Allora quello  che chiediamo di fare ai “responsabili politici” di partiti e liste è di riflettere se il problema che evidenziamo è reale e se vale la pena di affrontarlo e discuterlo o se è solo una paranoia che ci poniamo noi e migliaia di cittadini schifati dai modi della politica?

c)    Terza ed ultima riflessione vogliamo affidarla agli elettori, ovvero a quelli che, in definitiva, hanno (avrebbero) il potere reale e hanno il diritto di pretendere che la politica e l’attività amministrativa che tante persone con tanto zelo vorrebbero praticare, vengano esercitate ad esclusivo beneficio di tutti. Questi elettori in questo periodo vengono avvicinati da parenti, amici, semplici conoscenti e perfetti sconosciuti, e viene richiesta la loro disponibilità a votare tizio o caio. Sorvoliamo, relegandole a leggende metropolitane,  su aberranti dicerie relative a voti di scambio, voti comprati, voti estorti, augurandoci che non sia vero o che, se lo fosse anche solo al 10%, si possa formare una nuova coscienza civica tale da portare a precise denunce ed a decisi passi della magistratura. Ipotizzando invece che i rapporti candidati/elettori siano più o meno normali, noi chiediamo agli elettori di riflettere su ciò che il candidato di turno gli dice e come glielo dice. Gli chiediamo anche di “farsi un’opinione” su ciò che si è sentito dire ed infine tentare un’analisi sui motivi per cui dovrebbe dare il voto a chi glielo chiede. Insomma chiediamo all’elettore una cosa enorme che di solito non è abituato a fare …… pensare con la propria testa. Nel fare tutto questo sarebbe utile per l’elettore non farsi condizionare da nessuno dei seguenti elementi: propaganda (tutti sono in grado di spendere belle parole ma è meglio giudicare soprattutto dalle azioni passate); grado di parentela; grado di amicizia; scale gerarchiche varie (datore di lavoro, capo ufficio, direttore di vario tipo, ecc.); e soprattutto promesse di natura personale. Non fatevi abbindolare da chi promette tutto a tutti - e state sicuri che c’è gente che lo fa - perché concorre solo ad un posto di consigliere o, al più, di sindaco, ruoli per i quali (anche se è molto bravo) potrà fare favori solo a qualche mezza dozzina di persone e non certo alle varie centinaia i cui voti gli servono.

Serata Oliviero Beha
lunedì 5 giugno 2006 2.00
Nella serata di venerdì (19/5) Città Etica ha avuto il privilegio di ospitare il notissimo giornalista radio-televisivo, pubblicista per le più diffuse  testate giornalistiche nazionali e graffiante scrittore ed opinionista.

L’evento è stato seguito da un pubblico numeroso ed attento.

Beha ha spaziato su una serie molto vasta di argomenti parlandoci di: giornalismo in generale e del ruolo del giornalista contemporaneo in particolare ponendo l'accento sui condizionamenti e sulla troppo frequente mancanza di indipendenza; di politica e degrado; di sport (inteso come calcio) e degrado; di società e degrado.

Beha, da intellettuale ferocemente attaccato alla propria visione di un giornalismo risolutamente indipendente dai poteri politici ed economici e, quindi, per nulla disposto a barattare al propria "libertà di pensiero", ha offerto argomenti di riflessione portando ad esempio la propria, contrastata vicenda professionale di giornalista RAI.

Inoltre ha illustrato la sua personale chiave di lettura dei fenomeni italiani dove, dietro una lacerante contrapposizione che ha da tempo perso ogni senso della misura tra destra e sinistra,  tra garantismo e giustizialismo, tra laicismo e fondamentalismo, si cela l'unica vera religione universalmente praticata del perseguimento del profitto e del potere (soprattutto economico) ad ogni costo.

Tuttavia, dopo aver delineato lo sconsolante quadro di questa povera Italia del 2006 (tra berlusconismo, indagini “piedi puliti”, scandali grandi e piccoli, biblici crac aziendali, povertà di risorse e di idee e dittature mediatiche), Beha, alla fine, trova il modo di consolarci definendosi, nondimeno, un inguaribile ottimista, per il semplice fatto di non aver ancora perduto la capacità di indignarsi, e per riuscire ad affermare (come fa nel  suo ultimo libro “Diario di uno spaventapasseri”), a proposito di ciò che sostanzialmente, dodici anni fa, decretò le fortune del partito azienda e la nascita del cosiddetto Polo delle Libertà: “… Sbaglio del tutto, nel mio astigmatismo politologico, o ci sono (oggi) le condizioni per una Publitalia al contrario, una Publitalia dei valori, del disincanto, della trasparenza, di un’etica e di una responsabilità ormai indilazionabili di fronte al precipizio?”.

Incontro con Oliviero Beha
giovedì 18 maggio 2006 2.00
UN PASSO INDIETRO…..
lunedì 8 maggio 2006 2.00


Ci scuseranno l'irriverenza i signori di quella che è stata per una brevissima stagione, vale a dire lo spazio di un paio di settimane, l'Unione di Pachino, ma quella che si è inizialmente presentata come una bella favola assomiglia oggi ad una tragicomica o al più, ad una favola monca. Oggi l'Unione appare essere la favola di Biancaneve e i sette nani ..... senza Biancaneve.

Fine della metafora.

Serietà ci imporrebbe di tentare un'analisi quanto più oggettiva possibile, ma, oggettivamente ... non riusciamo ad esprime altro che sconcerto: per la labilità della memoria di ciò che è avvenuto e per il protagonismo che, da solo, sembra essere l'unica molla che spinge a far politica.

Così ci tocca ancora assistere alle stesse cose che vorremmo disperatamente lasciarci alle spalle, ovvero: autocandidature di chi crede ciecamente solo nelle proprie capacità ed altrettanto ciecamente rifiuta aperture e dialogo; calcoli su chi ha o ritiene di avere più numeri  e quindi più forza contrattuale; accordi sotterranei che di notte cambiano le carte di accordi palesi scritti di giorno; posizioni rigide e massimaliste che invocano accordi e contemporaneamente li impediscono.

Sissignori …. va di nuovo in onda “la Vecchia Politica”.

Così, tanto per dire le cose come stanno, è bastato che si cominciasse a parlare di chi candidare a Sindaco per disunire l’Unione di Pachino, che oggi infatti … non c’è più.

L'intento unitario si è fermato solo al nome della coalizione, che si è ormai avviata a presentarsi alla competizione elettorale spaccata in più parti (alla faccia della coalizione) e con propri candidati.

Sulla ricerca delle colpe di tale stato di cose ognuno potrà esercitarsi come vuole e secondo il grado di obiettività che è in grado di esprimere.

Città Etica ha già espresso un suo parere al riguardo nell'appello datato  8/3/06 e per tutta risposta ha avuto il silenzio di tutti i gruppi dell'Unione ed una sarcastica e canzonatoria lezione sul tema dell'etica impartitaci dal Coordinatore di Rinascita di Pachino dal quale avremmo gradito più risposte e meno ironia, avendo noi evidenziato questioni concrete e non raccontato barzellette.

Non ci interessa scendere in polemica ma chiariamo una volta per tutte:

se in qualunque momento Città Etica ha dato una impressione di se che ha lasciato intravedere un atteggiamento di sufficienza o un malcelato complesso di superiorità verso chicchessia questo è stato sicuramente involontario poiché l’unico vero intento è stato quello di non rimanere più spettatori passivi del degrado della vita politica ed amministrativa e la scelta di parlare. E riteniamo che questo sia stato fatto con parole chiare ma anche con molta umiltà come dimostra la scelta di non scendere in competizione diretta con i soggetti politici e, d'altra parte, se chiediamo a costoro l'esercizio dell'umiltà, non potremmo non praticarla;

se,viceversa, è specifico intento dei vari soggetti politici quello di ignorare volutamente o ironizzare sulle cose che Città Etica va dicendo perché considerano che non essendo (appunto) “scesa in campo” allora non conta niente oppure perché gli si chiede di cambiare i modi della politica maneggiona che, invariabilmente, passa sopra le teste dei cittadini e mira solo a soddisfare le ambizioni di carriera politica di pochi soggetti, allora Città Etica … NON CI STA'!

Noi siamo parte (piccola o grande che sia) dei cittadini che abitano questo luogo nonché di quei cittadini presenti al momento dell'assunzione del solenne impegno preso davanti a Rita Borsellino.

Quell'impegno si sostanziava in una promessa fatta di ricercare ogni possibile strada per non consentire che si ripetessero le tragiche esperienze amministrative del passato più o meno recente e non consegnare supinamente il governo della città ai comitati di affari.

I cittadini che guardano e sperano nell'Unione ci hanno creduto dimostrandolo con il loro massiccio intervento alla manifestazione ... noi ci abbiamo creduto.

Ma con quanto dimostrato fino ad ora bisogna constatare che quello che pensa e spera la gente comune non è prioritario per molti dei politici che hanno inteso collocarsi nell'Unione.

Così però, sia ben chiaro, che l'Unione non va da nessuna parte.

Si… coloro che si sono assunti la responsabilità di sfasciare la coalizione per motivi vari (imposizione o preconcetto rifiuto di candidature, rifiuto delle primarie, intransigenza e rifiuto di dialogo), potranno forse pensare di giocarsela ai voti per puntare ad un ballottaggio nel quale le altre forze amiche (?!?), che escono battute al primo turno, non avendo alternative, si troveranno costrette ad aggregarsi contrattando il proprio appoggio in termini di poltrone e deleghe. E se questo, miracolosamente, alla fine riesce a dare un risultato, ovvero un Sindaco, allora prepariamoci a vivere un ulteriore stagione di equilibrismi politici o di balletti assessoriali simile a quanto già visto troppe volte.

Come dicevamo …. “vecchia Politica”.

Ma è mai possibile che non si sia ancora compreso che bisogna andare oltre?

Quello che c'era da fare era ben chiaro e l'inizio era perfino azzeccato:

a) si doveva costruire la coalizione (come si è fatto);

b) poi occorreva accordarsi su un nome di altissimo profilo da candidare a Sindaco escludendo auto-candidature o superando veti incrociati, magari con il ricorso alle primarie per dare la parola ai cittadini o, in alternativa, con una seria trattativa ad oltranza di quelle, per intenderci, in cui si antepone la volontà di addivenire ad un accordo ad ogni altra considerazione personalistica e ci si alza dal tavolo solo ad accordo raggiunto;

c) il candidato Sindaco con le indicazioni dei responsabili delle forze politiche della coalizione, e con pari dignità fra le medesime, avrebbe dovuto predisporre il suo programma (qualcuno ha fatto caso che ci sono fra centro-sinistra e centro-destra almeno 6 o 7 candidati e nessun programma!!!) che tutti avrebbero dovuto sottoscrivere impegnandosi a realizzarlo in caso di elezione, pena le dimissioni ed il ricorso a nuove consultazioni elettorali;

d) il candidato sindaco ed i responsabili delle forze politiche della coalizione avrebbero dovuto altresì definire ed accordarsi subito su regole precise da seguire per definire i rapporti di forza e la possibile ripartizione delle future cariche assessoriali sulla base degli esiti del voto;

e) infine tutte queste intese avrebbero dovuto sostanziarsi in un documento ed essere blindate con la sottoscrizione di tutti e portate a conoscenza dell'elettorato con l’impegno di governare unitariamente, vale a dire senza trucchi, pena l’esclusione dalla coalizione per chi contravviene o (ancora una volta) dimissioni ed il ricorso a nuove consultazioni elettorali.

Questo andava fatto e questo si attendevano i cittadini e Città Etica con essi.

Senonché, pare di capire, i politici sono piuttosto allergici ai termini ed al linguaggio che usiamo, ovvero ad espressioni del tipo: “dimissioni”; “dialogo”; “programmi”; “spersonalizzazione della politica” e tutte quelle altre amenità di cui Città Etica va blaterando nei suoi documenti ed, in primo luogo, nel Codice Deontologico dell’Agire Politico che abbiamo proposto ai vari gruppi politici ottenendone somma indifferenza.

Questa la situazione per come la vediamo noi.

Probabilmente sbagliamo su molte cose e, per questo, invitiamo tutti i responsabili dei partiti e delle liste che si sono iscritti nell’Unione di Centro-Sinistra a fare quello che non hanno saputo fare fra di loro, ovvero confrontarsi su questa specifica questione, dialogare con noi e dare, se lo ritengono, delle risposte.

Vorremmo inoltre invitarli poiché riteniamo che non sia ancora troppo tardi a riconsiderare le scelte fin qui fatte per fare ciascuno…. un passo indietro.

Chissà che questo non gli consenta di fare molti passi avanti per se stessi e per tutta la collettività.

Potranno ancora scegliere di ignorare tutte le considerazioni che abbiamo, fin qui, elaborato ed andare avanti divisi ma di ciò si assumeranno tutta la responsabilità politica con la prevedibile disfatta alle elezioni amministrative e durante i prossimi anni di governo consegnato al centro-destra.
APPELLO DI CITTA' ETICA ALL’UNIONE DI PACHINO
mercoledì 8 marzo 2006 1.00
Nel breve volgere di una mezza stagione siamo stati increduli testimoni della nascita di una speranza e del tramonto della medesima.

In maniera fragorosa, e sotto l'alto patrocinio di una figura come quella di Rita Borsellino, abbiamo visto la nascita dell'Unione a Pachino.

Segni confortanti erano già venuti da una non indifferente partecipazione popolare ai due eventi delle primarie nazionali e regionali, ma siamo stati (pur se un poco scettici)  piacevolmente spiazzati dal raggiungimento di un accordo che ha coinvolto tutte le forze di centro sinistra, compreso alcune che avremmo fatto fatica a collocare colà.

Certo, qualche perplessità ha fatto capolino fra I nostri pensieri, tipo:

a) ma è etico (noi siamo un po’ fissati con l'etica) che forze e uomini che si sono schierati ed hanno sostenuto un amministrazione (???) di centro-destra facciano il classicissimo salto carpiato verso altre sponde, il tutto senza neanche l'ombra di un autocritica o come massima espressione di umiltà sostenere che erano sbagliati gli alleati (non loro!?!?)?;

b) può decollare un alleanza che lascia (volutamente?) in bianco le caselle di Sindaco, Giunta e Programma, ovvero i nodi cruciali, sapendo, ogni componente dell’alleanza medesima, che sarà su quei temi che non ci si accorderà mai?;

c) è giusto, alla luce delle "macerie" amministrative e politiche ereditate, continuare e riproporsi ed a riproporre uomini che alla politica hanno già dato tutto quello che avevano da dare (poco o tanto che sia) e molto difficilmente hanno nuove idee o risorse intellettive da spendere?

Queste, dicevamo, alcune delle perplessità che hanno attraversato i nostri pensieri alla nascita dell’Unione Pachinese.

Le abbiamo volutamente accantonate ed imbavagliate dicendoci ... "abbiamo un alleanza, uno strumento di riscatto, uomini, se non nuovi, almeno volenterosi".

Oggi assistiamo alla triste realtà.

Gli "uomini volenterosi" litigano e spaccano l'alleanza.

Cerchiamo di capire su cosa.

Principalmente per reciproca diffidenza.

Le diverse anime della coalizione, evidentemente, mal sopportano di avere una comunanza d'interessi con chi si ritiene diverso. A questo si aggiunga una ormai anacronistica contrapposizione ideologica, come se avesse ancora un senso discutere di comunisti e non. Ancora, in tema di diffidenza , occorre aggiungere quella che, in ambito locale, gioca più di tutte, ovvero quella verso la persona.

Si diffida di tizio o di caio sulla base della storia personale.

Ma è proprio su questo che occorrerebbe chiarirsi, ancor prima di stringere patti. Come?

Molto semplicemente accordandosi su una linea di totale rinnovamento, ovvero argomentando: "... Tu sei coordinatore, responsabile, o qualunque altra cosa tu sia, in rappresentanza del tuo gruppo politico. Però hai anche avuto esperienze politico amministrative quanto meno imbarazzanti in altri schieramenti nonché responsabilità dirette nella disamministrazione.

Io non ti osteggio ed accetto un alleanza con te a patto che tu dia un segnale di discontinuità con il tuo passato politico, che non può semplicemente ridursi al fatto che prima ti dichiaravi nero ed ora sei bianco o (al limite) rosellino. Devi dichiarare di volerti impegnare nell'alleanza politica mettendo a disposizione il tuo lavoro e senza rivendicare posti per te personalmente o per chi ha avuto esperienze analoghe alle tue. Semmai proponendo (e mai rivendicando) nomi nuovi, puliti e (possibilmente) competenti."

Questo, per essere chiari, è quanto avrebbe dovuto esigere la parte sinistra dell'Unione prima di firmare accordi.

Per quanto riguarda la parte "centrista" ovvero quella sicuramente non ideologizzata (tant'e` che riesce a stringere alleanza a "oriente" ed a "occidente" con grande naturalezza) è anch'essa diffidente verso una sinistra che, complice la caccia alle streghe del tam tam mediatico nazionale scatenata dalla peggiore figura di statista (!?!) che l'Italia abbia mai avuto, non riesce a scrollarsi di dosso l’idea che chi sta a sinistra sia solo un pericoloso "comunista", cioè un "mangiabambini".

Inoltre, la parte "centrista" ritiene di essere "brava a fare politica" e di avere un “grande serbatoio di voti”, caratteristiche che le darebbero posizioni di leadership all'interno dell'alleanza e quindi il diritto a dettare linea politica ed a scegliere gli uomini.

Ma, direbbero nella Capitale, "leadership … ddde` che`?".

Crediamo che non si sia compreso pienamente lo stato di degrado a cui siamo giunti e quello maggiore a cui saremo destinati se si ritiene di poter ancora fare politica "alla vecchia maniera" ovvero con le sottigliezze, i tranelli, i litigi, le rivendicazioni di posti, la “coltivazione del proprio orticello”, le diffidenze e le spaccature che l'Unione di Pachino sta esibendo.

Per questo Città Etica le chiede di ricominciare.

Si chiariscano le diffidenze, si diano le garanzie di discontinuità, si mettano da parte le aspirazioni personali, si scelgano uomini nuovi, onesti, capaci e gli si chieda di agire ….. eticamente.

Premio Produttore Cinematografico
mercoledì 8 marzo 2006 1.00




Il premio al produttore consiste nel segnalare e premiare un produttore italiano indipendente che nel corso della sua carriera si sia distinto nel  produrre e promuovere un cinema di qualità e che abbia sostenuto e fatto emergere il lavoro di nuovi autori.



Il premio   fa parte del programma del Festival Internazionale del Cinema di Frontiera che tutti gli anni viene presentato nel corso della manifestazione che si tiene  a Marzamemi alla fine di luglio.

Morando torna a Pachino
martedì 21 febbraio 2006 1.00




“La Reviere” costituisce una forma di conoscenza più profonda di quella tecno-scientifica perché: ”attinge a quegli stati dello spirito umano che questa non riesce a modificare” ( così Bachelard ).





Tuttavia l’arduo, certamente per me, cammino dell’Arte non si è lasciato interrompere dalla contemplazione affascinata delle vetrine illuminate (e affascinanti) della Via percorsa.

Mi hanno chiesto più volte come io abbia fatto a percorrere il secolo trascorso: ho risposto di come abbia costruito un ponte che lo ha scavalcato; come un Arco dal quale ho assistito alla vicenda tragicomica della cosiddetta Arte Contemporanea.

A questo punto mi fu rimproverata una mancanza nel coinvolgimento del mio quotidiano e contemporaneamente nella considerazione degli storici avvenimenti che hanno in maniera copiosissima, forse più che qualunque altro secolo, costellato il percorso del ‘900…

Ma, contemplare, non vuol dire essere indifferenti, non lasciarsi coinvolgere non vuol dire disinteressarsi, e piangere non vuol dire abbandonare: e dunque?

Dall’osservatorio, non certo comodo, dell’arco della mia storia, ho come vissuto in un sogno l’abbraccio della Piovra e il suo viscidume ha impedito che ne fossi stritolato.

Il mio “Tractatus”, fu un’esperienza di rigore contemplativo che, per mezzo della contemplazione dell’Uno e del Punto mi fece ancor più comprendere come la “Legge” fosse alla base del “Fare”: l’Istinto senza Legge è destinato ad appalesare le patologie dell’Arte che la Legge stessa sublima nel rapporto con l’assoluto…

Ma questa è un’altra storia che vorrebbe ampia chiarificazione…che non mancherà…

Mi chiesi: quale potrebbe essere una passibile soluzione ai problemi di questo mondo?

Domanda importante, che ognuno di noi s’è fatto almeno un paio di volte nella propria vita. Non vi è alcuna risposta in merito se non nelle considerazioni delle motivazioni.

Fare un “manifesto” contro la fame nel mondo, contro la guerra, contro la decadenza (cosiddetta) dei valori-sociali, spirituali, etici, non porta ad alcuna soluzione, mi è sembrato, anzi, come un compiacersi di tali negatività se non addirittura, sfruttare a fini deviati, quali le politiche pratiche o personali interessi:

e quindi?



L’unico mezzo che ho trovato è stato convincermi del “Principio”: di ciò che ha fatto della Storia ciò che è stata la Storia stessa e mi sono convinto che il Principio di ogni cosa non è altro che l’Esperienza Mentale. Per cui tutta la conoscenza e quindi, di conseguenza, l’azione deriva dall’Esperienza Mentale.

La facoltà di operare questa unione fra l’Immagine e la Realtà fu conosciuta dai nostri avi e amata e codificata e schematizzata e “poetizzata”e affidata al racconto.

In questo racconto dei racconti: in questo stato primordiale del rapporto di noi con noi stessi (di me con me stesso) rimane la sintesi di tutta la Verità della realtà.

I metodi del “fare”poi, sono molteplici.

Grazie, Giuseppe, per queste riflessioni.
Macerie parte II
mercoledì 1 febbraio 2006 1.00

La recessione



Dalla paralisi amministrativa discende la grave fase recessiva che si registra, in primo luogo, in agricoltura, laddove neanche una amministrazione (sulla carta) particolarmente vocata e nata sotto l’egida di una spiccata specializzazione, è riuscita a dotare il settore di adeguate infrastrutture o a creare “sinergie” (per usare un termine molto caro a tanti politici da strapazzo).

Quel che il settore è riuscito a fare, lo ha fatto solo con gli sforzi (e gli indebitamenti) dei privati: imprenditori grandi e piccoli, associati o meno, per i quali l’esercizio dell’agricoltura più che una professione assume purtroppo le caratteristiche di un gioco d’azzardo, carico com’è di rischi, ed a fronte del quale non vi è, da parte pubblica, la benché minima copertura.

Neanche a parlare poi di attenzione rivolta ad altri comparti produttivi; cosicché,

a)    per l’artigianato non sono previste (a differenza che in molti altri comuni) aree ad esso specificamente destinate per svilupparsi,

b)    il commercio muore sotto i colpi della grande distribuzione allocata altrove

c)    il turismo è quella strana cosa che si manifesta in estate esclusivamente nelle forme di migliaia di posti letto in case in affitto sul litorale quasi del tutto cementificato e con impatto occupazionale prossimo allo zero o, peggio, sotto forma di invasione di campers dotati di tutto (spesa fatta altrove compresa) attratti dall’unico posto in Europa dove è consentito il campeggio assolutamente libero.



L’indifferenza dei cittadini verso la politica.



Volendo tracciare un identikit del nostro cittadino medio restiamo perplessi di fronte alla dualità che lo stesso manifesta.

Pachino risulta essere oggi una città dove ferve ogni sorta di associazionismo e si tratta, nella grande maggioranza dei casi, di associazionismo che opera nel sociale e che trae le sue energie da attività di volontariato.

Lo stesso Cittadino Medio manifesta però una assoluta indifferenza nei confronti della Politica. E’ una indifferenza condita da indolenza, da una atavica fatalistica accettazione di fatti che - ne è convinto - non può influenzare, e, soprattutto, da una sfiducia totale nei confronti tanto del sistema che degli uomini che si propongono di fare politica.

Vista poi la qualità media degli uomini che si propongono, difficile dargli torto.

Ma il problema non è questo.

Il vero problema è che, con la sfiducia il cittadino medio chiude le porte alla politica lasciandola proprio in mano a chi ha poche qualità per esercitarla o intende farlo solo a proprio uso e consumo.

Inoltre, a chi verrebbe mai in mente di chiedere conto al consigliere comunale Tizio di come ha votato sulla proposta di deliberazione di Bilancio? e se ha preso la parola in aula? e quali rilievi ha mosso?

Il nostro cittadino medio si limita a dare il proprio voto, finanziare lo sfascio (quando non è intento ad evadere i tributi locali), e tenersi pronto a ridare il medesimo voto al medesimo amico/compare/parente ad ogni nuova tornata elettorale.



La classe politica (ovvero i Nuovi Barbari)



Il termine utilizzato per definire la classe politica locale “Nuovi Barbari” sembra un po’ forte, ma come definire diversamente chi non ha risolto nessuno degli innumerevoli problemi della città, che ha reso incolmabile la distanza tra cittadino e politica, che ha degradato la politica stessa riducendone progressivamente le funzioni per giungere fino a quella che é oggi, ovvero, un incessante comporsi e scomporsi di labilissime alleanze messe su esclusivamente per guadagnare visibilità, poltrone, incarichi, influenza e potere e "chi se ne frega!".

Beninteso, nessuno si illude che queste attività non facciano, anch’esse, parte della politica, ma ci troviamo in una situazione nella quale l’esercizio della politica si è ridotto solo a questo.

Un esempio per tutti viene dall’esperienza dell’amministrazione Barone.

Quante energie, tempo ed impiego di risorse umane sono occorsi per tessere le infinite trame, diatribe e manovre che, nel complesso, hanno partorito il mirabolante numero di oltre 50 assessori?

E quanti benefici sarebbero derivati alla città, se tutte queste energie fossero state impiegate per fare le cose che interessano realmente, ovvero, per semplificare, le famose strade, scuole, servizi, ecc...?

Questo non é avvenuto e le stesse persone che hanno preso parte attiva in tutto ciò (amministratori, consiglieri comunali, dirigenti di partito e di liste civiche) sono pronte a ripartire per riproporsi convinti come sono di non avere partecipato allo sfascio ma che lo sfascio l'ha provocato qualcun altro. Nessuna autocritica... nessun pudore.

Il massimo che si potrà ottenere sarà un riciclarsi sotto altre insegne (partiti) o magari radunando clan (parenti e amici) in qualche nuova e luccicante lista civica.



Non ne abbiamo avuto abbastanza?

INCONTRO 27 GEN: discorso del presidente
martedì 31 gennaio 2006 1.00
Città Etica nasce a Pachino il 21 Ottobre 2005  per opera di un gruppo di cittadini disposti ad impegnarsi per una società basata su un equilibrato rapporto tra gli uomini, e gli uomini e la natura, per la pace, la solidarietà, la tolleranza tra i popoli e per un modello di sviluppo fondato sull’uso appropriato delle risorse naturali ed umane.



Il movimento oggi annovera tra i suoi aderenti una nutrita presenza di donne e di giovani che credono sia giunto il momento di unire gli sforzi

. per ridurre le distanze esistenti tra i cittadini e le istituzioni, e soprattutto 

. affinché il bene comune prevalga sugli interessi dei singoli individui, cercando di sostenere i più     

  Deboli

in un ambito territoriale che abbraccia il Sud-Est della Sicilia. 



In ambito politico, Città Etica si riconosce nell’attuale linea politica tracciata dalla coalizione del-

l’ UNIONE, lasciando ai singoli associati di scegliere liberamente, l’eventuale appartenenza ad uno dei partiti che compongono tale coalizione.

Il nostro movimento ha dato vita, insieme ad altri, al Comitato per Rita Borsellino Presidente, ponendosi in prima linea in occasione delle primarie indette dal Centro-Sinistra ed ha voluto con determinazione la realizzazione dell’incontro di questa sera.



Da qui, discende con chiarezza, la rinuncia ad essere una nuova formazione politica, per diventare un punto di riferimento attivo, di studio, di analisi, di proposta e di denuncia, cui i partiti possano rapportarsi tutte le volte che lo ritengano opportuno.



Un laboratorio, quindi, in cui far circolare liberamente le idee, le capacità e le esperienze degli associati. Un processo che deve concretizzarsi nella formulazione di programmi e progetti atti ad affrontare i problemi che affliggono la società civile.



A tal fine Città Etica ha realizzato i seguenti incontri:

- La politica al Femminile, che si prefigge di tradurre in proposta politica le idee e le proposte rivenienti da parte delle donne

- Tonino Solarino, analisi di un percorso politico



E’ stato redatto e divulgato attraverso un volantino, un breve Codice Etico cui secondo noi dovrebbe attenersi chiunque voglia assumere responsabilità in ambito politico.

Ci siamo occupati della situazione politica pachinese, pubblicando i risultati di una nostra analisi “Macerie” che riteniamo sia un punto di riferimento per coloro che vorranno assumere responsabilità per amministrare, cui seguirà nei prossimi giorni, una prima proposta da cui trarre indicazioni sul programma e sul futuro candidato Sindaco di questa città.



Di recente è on-line il nostro sito: www.cittaetica.it che diventerà uno strumento per comunicare le iniziative in corso e per far circolare le nostre idee, un luogo dove potersi incontrare e dibattere i temi a noi più cari.



Tra le tante iniziative in cantiere, voglio citare quella a cui è stata data priorità nel corso dell’ultima assemblea dei soci di venerdì scorso: la realizzazione di un corso di formazione per chi vuole iniziare a fare politica.



Mi accingo a concludere ricordando che:



Città Etica cercherà di ottimizzare le capacità e le esperienze dei singoli associati e di finalizzarle alla costruzione di una società che ponga al centro dei suoi diversi interessi la centralità dell’uomo, dei suoi valori.

Pace, rifiuto della forza e dell’arroganza, rispetto dei diritti e dei doveri, trasparenza negli atti e nei comportamenti, la famiglia, il lavoro, l’onestà e la dignità, l’attenzione alle diversità,  diventano per il “Cittadino Etico” principi chiari ed indiscutibili che devono orientare l’azione dei singoli soci e conseguentemente dell’associazione.

E per questo, Città Etica è impegnata a ricercare alleanze e collaborazioni con altre aggregazioni che condividono tali principi.
 



permalink | inviato da Pachinos il 30/3/2009 alle 0:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
27 marzo 2009
Dash montalbanamente glislandoso...indagine sugli elfi ovvero gli omuncoli delle terre di mezzo...Sicilia folcloristica...
Commissariato di Torrefano,

succursale di San Basilio...territorio di Ispica

Capo Pachino come terra di uomini dei e qualche quaquaraqua..chi và là...hahahahahahahaha

mi appresto a dare alle stampe il romanzo che ho scritto su alcune fasi della nascente collettività  intenettiana e monopolio delle uso delle reti dell'informazione della catalogazione per la cultura...
locale...
Per la esecuzione delle parti principali mi sono inventato l'esistenza del grande fratello e di suo cugino, quello del venezuaela....
Ovviamente i personaggi che potete trovare nel grande archivio di Pachinoglobale.net è il copione generale..l'elemento ordinatore di fatti che sono state con grande rigore e per molti anni..E' stato  un lavoro che sicuramente sarà utile per capire molte cose che riguardano Pachino..Un pozzo di san patrizio della informazione locale,,,,
Una base indispensabile per chiuque voglia capire come le stesse persone le trovate su  posizioni differenti e antitetiche con quello che hanno affermato prima..
La gente per bene tende ad archiviare...la gente che non vuole lasciare tracce apre e chiude i siti..Un atteggiamento culturale diverso che pone alcuni di noi come ineguagliabili uomini di cultura positiva e creativa, me compreso..hahahahahahahahah...

Chi cancella i siti,  chi toglie i video, chi ha voluto giocare con la rete perchè pur essendo a Pachino preferisce guerre informatiche e conflitti invece di andare in mezzo alla gente e condividerne la vita...i progetti e le aspettative..vere...
Gente che ha la puzza sotto il naso e pur essendo nati e vissuti a Pachino tendono a essere integri dal salutare il prossimo, di scambiare un saluto spensierato, nel vivere la realtà con fare avvolgente.ci troviamo di fronte a fredda gente chiusa nei loro macchinoni inutili che pretendono di essere dirigenti di un popolo che non conoscono..e che non vogliono neanche conoscere...




permalink | inviato da Pachinos il 27/3/2009 alle 23:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
21 marzo 2009
prova
Condivido in pieno la posizione politica di Gioacchino La Corte...

un nuovo progetto politico amministrativo deve nascere aggregando le forze di ispirazione Ulivista in un percorso di collaborazione...Lo so, sembrano discorsi senza fondamento, ma se non partiamo da punti fermi condivisi rischiamo di girare a vuoto e spesso in balia di menti semiabberrate...

Aprire veramente un concorso di partecipazione, attraverso le primarie, ma per trovare quelli che godono la stima da parte degli utenti-elettori.
Aggiungo fin da subito utenti perchè in questo percorso ci vedo come parte integrate la capacità di potere convertire in un unico sito e in un unico punto di informazione capace poi di sviluppare forme di partecipazione che parono direttamente dalla rete...
Insomma io sono convinto che qualsiasi progetto si voglia sperimentare non si possa oramai prescindere dalla rete..E chi si illude di poterla scampare come macchina della nuova informazione,dico che molti dovranno ricredersi dal grado alto che può raggiungere una collaborazione on-line di persone che collaborano veramente per costruire un nuovo progetto...per Pachino.
Bisogna fare opera di condensazione delle forze in campo nel campo della sinistra e del centro sinistra...Superando di slancio quella visione frazionistica che vede la partecipazione rappresentata da cartelli...No..l'errore è proprio in questa proposizione...che come è stato detto colloca taluni movimenti come uomini della terra di mezzo..
Davanti ad un quadro delineato della politica regionale che non lascia scampo, su quella provinciale che ha subito movimenti sussultori assai forti la fuga verso il polo equivalente e equivale alla sconfitta più meschina..La distanza paritetica, la circostanza della sua rappresentazione come
elemento di differenziazione a livello ideologico non regge, se mai sembra...o e sembrata la riproposizione della esperienza dell'Onorevole Milazzo che diede vita al famoso fenomeno del Milazzismo..Solo che Milazzo riusci a resistere tre anni, la sua riproposizione può durare al massimo un giro di valzer diciamo viennese. può vedere l'intero movimento inglobato
Personalmente essendo io appartenuto politicamente al Partito comunista Italiano e avendone avuto in dono massimo per i suoi principi quello di potere agire nella piena libertà..Esso è diventato il mio principio ispiratore che denota la mia appartenenza alla idea di progresso...e sviluppo...che fanno riferimento alla Sinistra e nella idea di una sinistra democratica promossa e guidata da Claudio Fava.
A Pachino,altrimenti, non saprei dove altro collocarmi...
devo dire con molto dispiacere che non condivido parzialmente l'idea di non avere invitato Progetto Pachino...
Da una analisi della situazione sociopolitica, sentite le statistiche regionali, quelle nazionali e consultao gli archivi dei comuni di: Pachino,Portopalo,Noto,Siracusa,Catania,Palermo
politicamente "loro" hanno scritto che si associano per aprirsi e non per chiudersi...Hai presente i Barbaini nel film di Salvatore..quando dopo la pioggia la strada è invasa dai vavaluci???
Ma la strada in quel caso era deserta e chiusa....
Nel nostro caso, perindirindina, esistono delle corsie..una a destra e l'altra a sinistra..se stai nella terra di mezzo,cioè nella aiuola...devi stare attento da che parte scendi sulla corsia..perchè se scendi nella corsia sbagliata rischi di esscere schacciato dalle macchine che passano veloci...
Allora diciamo che l'avere dichiarato che erano pronti a stare sia a destra o a sinistra semplicemente perchè partono dal presupposto giustapposto e diciamocelo un pochino presuntuoso di formare una gruppo che mi pare abbia già perso il candidato poichè ha dichiarato che lui è un uomo di centro destra...La presunzione che loro sono gli uomini della terra di mezzo...
E avere iniziato un documento politico di gruppo che parte dalla citazione del Gattopardo...hahahahahahaha non giova più di tanto alla causa politica...chi mai si sognerebbe di rendere cosi palese la loro gramosia, ma quando finalmente a stabilire con che mentalità si apprestano a fare politica...
Da studi sociologico comparati connessi alla strutture urbanistiche della sicilia sud orientale, agli effetti dell'urbanesimo e della classificazione delle tipologie urbane e dei tratti morfologici che rivendicano tirando pugni contro il cielo che loro sono violenti per amore...
Beh da questo punto di vista, leggendo bene tra le righe e ,manco a dirlo, riguardando l'elenco dei firmatari...mi è balenato il pensiero lungo e teatrale come se si facesse mente locale e per allegoria teatrale in trasformazione si desse un ruolo a ciuascuno di loro impersonandoli ironicamente nei personaggi del famoso romanzo, tranne qualche stimato e buon amico che comunque sono diversi in quell'elenco di nomi( pertanto non è per tutti), calerebbero come il cacio sui maccheroni, come la goccia di limone nel riccio appena sventrato...pronto ad essere colto con il cucchino e mangiato lascindo scioglire il prlibato gusto nel palto...per la formale e limpida, la si vede ad occhio nudo, della prostrazione della propria competenza al fine di essere acquetati in qualsiasi modo..della serie comunque vada sarà un successo...
Questo è il tempo definitivo della chusura politica di taluni personaggi che si erano messi in testa che potevano fare il bello e il cattivo tempo...
No..Noi non vogliamo essere amici di tutti...Noi stiamo dove stanno i problemi della gente, le vicessitudini di nuclei famigliari di nuova formazione, di generazione di bambini che non hanno i servizi che gli competono...Stiamo con chi ha più bisogno di elevare la propria vita e darle una prospettiva di sviluppo nuovo una idea da seguire che deve essere paratecipata da tutti..Per fare questo badate, non bisogna fare la rivoluzione ..bisogna semplicenete attuare le previsioni dei piani regionali ,nazionali ed europei che riguardano il territorio di Pachino...
Tra l'altro approfondendo sulla questione delle piste ciclabili il nostro territorio è interessato dalla cosidetta ciclosole e del percorso 7 di progettazione europea che arriva fino a Pozzallo.
Pertanto per quanto riguarda il nostro territorio a parte quello del trenino fino alla stazione di Pachino, non c'è mai stato mai un approfondimento che rigarda l'intero percorso..come discussione a scala politica locale...cioè da contrada Forte-stazione di Marzamemi, stazione di Pachino-Torre-Carrata-Chiappa-Raneddi-Longarini-Marza...fino a Pozzallo per l'imbarco per Malta come prevede il progetto europeo.

Oggi molto si svolge su internet...Ognuno è libero di sviluppare il suo pensiero e su quello creare momenti di partecipazione che convogliano gli utenti di un network in grado di diventare massa e pubblica opinione di cui la politica deve fare i conti...



permalink | inviato da Pachinos il 21/3/2009 alle 1:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
18 marzo 2009
Progetto Pachino Blundo dimostra di essere in difficoltà gazzetta del sud

Pachino 

"Progetto" a Blundo: «Dimostra di essere in difficoltà»

Pachino Risponde senza mezzi termini il direttivo di Progetto Pachino alle parole dell'ex presidente del consiglio comunale Salvatore Blundo. Quest'ultimo infatti ha definito la coalizione formata da esponenti di destra e di sinistra come poco seria. Immediata la replica: «Il nostro intento, in questa campagna elettorale, è quello di elaborare un progetto amministrativo serio che possa risolvere i problemi della nostra città», affermano i dirigenti di Progetto Pachino. E aggiungono: «Abbiamo a cuore il b.....

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  Portopalo L'arrivo dei 183 immigrati
In cella i cinque somali accusati di essere gli scafisti dello sbarco

Salvatore Moncada
Portopalo
Arrestati dagli uomini del commissariato cittadino di polizia i cinque presunti "scafisti" somali che si sarebbero alternati alla guida della nave giunta lunedì scorso sul molo del porto con a bordo 183 clandestini tra i quali venticinque donne e tre bambini.
Per Mohamed Moulid di 28 anni, Abelwahb Noukh Ebraheim di 18 anni, Abdelrhman Ebraheim Ealmy di 35 anni e per Maxamaud Abdikadi.....

Per leggere interamente l'articolo è neces
 



permalink | inviato da Pachinos il 18/3/2009 alle 23:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
5 marzo 2009
Video Google You Tube Steve Hackett - In Memoriam




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4 marzo 2009
La Sicilia:Pachino politica Una esca da parte di AN a tutto il quadro politico...ai fedeli di Berlusconi...
Ufficializzato il Progetto Pachino. «Sono cambiate le coalizioni, i sindaci e i consigli comunali – si legge nel manifesto programmatico - ma alla fine il risultato è stato sempre lo stesso: i pachinesi hanno dovuto assistere ad Amministrazioni che non sono mai riuscite a giungere a fine mandato. La cittadinanza, in questi anni, è stata vista, esclusivamente, come riserva elettorale. Questa situazione di crisi politica, in cui nessuno è esente da responsabilità, ha prodotto un regresso sul piano sociale, economico e culturale. Per cercare di bloccare una deriva che porterebbe alla condanna definitiva di Pachino, nasce un laboratorio di riflessione politica, costituito da uomini e donne di diversa estrazione politica e culturale, accomunati dal bisogno di riportare la collettività al centro della politica e di operare un rinnovamento, coinvolgendo tutta la società e assicurando un ricambio, anche generazionale, delle classi dirigenti. Rinunciamo al carattere ideologico dell'azione politica ma puntiamo sulla necessità di ritornare a pratiche amministrative sane, dalla parte dei cittadini». Intanto, in un documento congiunto, An e Forza Italia hanno tracciato il loro cammino per una coalizione capace di garantire un progetto di rilancio serio di Pachino. «La politica raccogliticcia e presuntuosa – si legge nel documento firmato dai vertici locali di An e Fi, Patrizia Tossani e Giuseppe Giliberto – ha portato solo disastri. Non è ammantandosi di veste nuova che molti potranno rigenerarsi. Apprezziamo le persone e le aggregazioni politiche o liste civiche che vorranno avvicinarsi al Pdl, a patto di seguire le regole. Esistono le direzione provinciali e gli organi dei partiti con i loro rappresentanti ufficiali che porranno le condizioni in essere e non certo i simpatizzanti dell'ultima ora, pur appoggiati da qualche onorevole». Un chiaro segnale a Rinascita e all'aggregazione riunitasi domenica scorsa a Marzamemi. «Dire che vi sia la confluenza di Forza Italia in quel progetto è sbagliato e fuorviante», ha aggiunto Giliberto. Nel frattempo, il deputato regionale Pippo Gennuso (Mpa) sembra dissociarsi dall'aggregazione di civiche presentata domenica scorsa. Gennuso avrebbe ritirato il proprio sostegno a questa federazione, attraverso due civiche a lui ricondubili e coordinate da Salvatore Assenza e Pippo Di Martino. Gennuso ha aggiunto che anche l'Mpa ha un sindaco da proporre e che bisogna smetterla con le imposizioni siracusane.
SERGIO TACCONE



permalink | inviato da Pachinos il 4/3/2009 alle 22:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
4 marzo 2009
Dash montalbanamente Ulisses I figli di quaglio...o non quaglio...meglio quaglia la quaglia??? non quaglia nulla
hahahahahahahahahaha....io pensavo che con la civica re Raneddi si fosse raggiunto il punto massimo della tragica sceneggiata che si sta consumando fra capo e collo nelle placide,si fà per dire...terra del sole rosso...La decisione,insana e non produttiva che forze che sarebbe meglio rinchiudere a cavadonna ed invece circolano libereamente ha dato aria fiato all'unico concorso che si può indire ogni volta che a qualche caporione dei  concorsi a premi che si sta svolgendo con il massimo dello scialo a Pachino



permalink | inviato da Pachinos il 4/3/2009 alle 20:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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